giovedì 16 febbraio 2017

Due importanti appuntamenti SABATO 18 FEBBRAIO



Carissime e carissimi,
sabato 18 febbraio ad Ancona, dalle 16,30 alle 19,30, a piazza Roma l'ANPI con altre quindici associazioni e organizzazioni (AMNESTY INTERNATIONAL, ARCI, CARITAS, CASA DELLE CULTURE, FESTA PER LA LIBERTA' DEI POPOLI, GULLIVER, LIBERA, SE NON ORA QUANDO, MEIC, SEMAJ, TERZA VIA, TIME FOR PEACE, CGIL,CISL, UIL) e con il patrocinio del COMUNE di ANCONA, ha promosso un incontro sul tema “…perché se migrante fossi io… Tutti migranti. Tutti cittadini del mondo.”

Con questa iniziativa, che alternerà letture, testimonianze, interventi e musiche, vogliamo dare visibilità e parola a quella rete di associazioni, organizzazioni e persone che rifiutano i muri, le paure, le xenofobie e i razzismi e che nel quotidiano, frequentemente in silenzio, lavorano per il rispetto, l’inclusione e la convivenza civile, per la solidarietà e l'umanità, fondamenta dei quei valori comuni di libertà, di uguaglianza, giustizia sociale e democrazia alla base della nostra Costituzione.
Vi chiedo un impegno straordinario per contribuire alla riuscita dell'iniziativa garantendone la diffusione e la vostra presenza a testimonianza di una città e una provincia aperte, democratiche e solidali che respingano oscurantismi, supposte primazie sovraniste, fasulle rivendicazioni identitarie, solo maschere nefaste  di risorgenti populismi, nazionalismi e fascismi.


Inoltre, sempre sabato 18 febbraio a Moie l'ANPI organizza: "Partigiani della Terra Coltivare la memoria per seminare il futuro."

Proiezione del film-documentario : BIORESISTENZE
INTERVERRANNO:
Guido Turus (Regista del film documentario)
Giuditta Politi (Presidente CIA Ancona)
Leonardo Pasquinelli (LIBERA JESI)
Renzi Patrizia (Presidente ANPI Mediavallesina sez. di Moie)
Daniele Fancello (Presidente ANPI Provinciale)

·         SABATO 18 FEBBRAIO dalle ore 16.00 ANCONA Piazza Roma ..."PERCHE' SE MIGRANTE FOSSI IO TUTTI MIGRANTI TUTTI CITTADINI DEL MONDO"  https://www.facebook.com/events/1084179335052356/ 

·         SABATO 18 FEBBRAIO ore 18.00 Biblioteca la Fornace MOIE DI MAIOLATI "PARTIGIANI DELLA TERRA  COLTIVARE LA MEMORIA PER SEMINARE IL FUTURO"/https://www.facebook.com/events/1819953538246742/

A sabato

Daniele Fancello
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Comitato Provinciale ANPI ANCONA Piazza Roma 22  anpiancona@libero.it  tel 071203237 fb.me/anpicomitatoprovincialeancona http://anpicomitatoprovincialeancona.blogspot.it/ 





lunedì 6 febbraio 2017

OSTRA 73° Anniversario dell'eccidio dei Partigiani Pietro Brutti, Amedeo Galassi e Alessandro Maggini

Buongiorno a tutti,
vi ringrazio per essere qui a partecipare alla commemorazione dell’eccidio dei Partigiani Maggini Alessandro, Brutti Pietro e  Galassi Amedeo, fucilati dai tedeschi il 6 febbraio 1944.
Voglio ringraziare il Comune di Ostra, quello di Ancona, e tutti gli altri Comuni presenti, le autorità, i familiari delle vittime, il dirigente scolastico, gli insegnanti e gli alunni della scuola Elementare “Maggini” dell’Istituto Comprensivo Grazie e Tavernelle di Ancona e tutti i presenti.
Per me è particolarmente emozionante intervenire qui, oggi, a ricordare la fucilazione di Alessandro, Pietro e Amedeo. Sono emozionato perché il mio avvicinamento ai luoghi della memoria e della Resistenza, che poi, successivamente, è sfociato quando l’età anagrafica me lo ha consentito, nell’iscrizione all’Anpi, è iniziato qui, quando anche io avevo l’età di questi ragazzi che oggi sono qui con noi. Ho cominciato a sentir parlare di Partigiani dai racconti di mia nonna materna, anche lei fiera antifascista.
Mia nonna nata e vissuta per parecchi anni qui a Ostra: nel 1922 aveva 5 anni e ancora in braccio a suo padre aveva assistito alle bastonate che i fascisti davano nella piazza principale del paese a chiunque fosse anche solo sospettato di essere antifascista.
Nella sua fanciullezza, in anni di povertà e miseria, mia nonna si divertiva con gli altri ragazzini del paese a giocare sulle mura di cinta del paese.
Mi raccontava che gli anni del ventennio fascista furono caratterizzati sempre dalla violenza, dalla paura, dalla fame e infine dalla Guerra. Guerra che portava via tantissimi giovanti, tra cui, nel 1935, anche il fidanzato che a quel tempo aveva, che fu mandato prima in Etiopia e poi in Jugoslavia, dove morì.
Mia nonna, che era rimasta a Ostra, aveva conosciuto i tre Partigiani che oggi ricordiamo e il 6 febbraio del 1944 purtroppo, da una finestra che affacciava sulle mura del paese, assistette alla loro fucilazione. Dal quel momento, quelle mura non furono più ricordate come di giochi e del divertimento, ma un luogo che richiamava alla memoria le tragedie e i dolori causati dal fascismo.    
Ma perché vennero fucilati i tre partigiani?
Nel settembre 1943 Alberto Galeazzi ebbe il compito di organizzare la Resistenza nella valle del Misa, e anche qui nel paese si costituì un Gap. Nello stesso periodo, Ancona era sottoposta a violentissimi bombardamenti che fecero sfollare numerose famiglie anche qui a Ostra. Subito dopo la sua formazione il Gap di Ostra iniziò a compiere numerose azioni di disturbo. I gappisti si riunivano spesso in casa di Luigi Pirani, ma l’intento era quello di trasferirsi al più presto in montagna, ad Arcevia, per raggiungere gli altri partigiani, e solo la mancanza di armi aveva ritardato lo spostamento. Il 28 gennaio Pietro Brutti, il comandante del Gap e Alessandro Maggini, il commissario politico, vennero coinvolti in un conflitto a fuoco nella piazza centrale. La mancanza di armi indusse i Partigiani a compiere due azioni di attacco alle caserme dei carabinieri: il 2 febbraio a Ostra e il 4 a Belvedere Ostrense. I tedeschi, in risposta, intensificarono la presenza e iniziarono a rastrellare la zona. La mattina del 6 febbraio, Pietro Brutti, Alessandro Maggini e Amedeo Galassi, il vice comandante del Gap, vennero catturati, poi fatti sfilare con le mani legate dietro la schiena per la via principale del paese, suscitando per il loro contegno l'ammirazione degli abitanti, e dopo un processo sommario, vennero portati sotto le mura di cinta del paese e fucilati.
Dopo l’uccisione dei tre partigiani, il Gap di Ostra si riorganizzò con il nome di “distaccamento Maggini” e continuò la lotta per altri tre mesi.  La sera del 3 maggio una parte del distaccamento parti per Monte Sant'Angelo di Arcevia, con l’intenzione poi di ripartire il giorno successivo, insieme ad altri per San Donnino. Ma trovarono la morte nella notte su Monte Sant’Angelo in quell’attacco feroce portato dai nazifascisti.  
Chi erano i tre Partigiani che oggi qui vogliamo ancora una volta ricordare e onorare?
MAGGINI ALESSANDRO
Nato ad Ancona il 1° marzo 1924, studente, Medaglia d'argento al Valor militare alla memoria. Nato in una famiglia operaia, aveva potuto frequentare l’Istituto Magistrale e si era così iscritto a Magistero all'Università di Venezia. Alternando il lavoro allo studio, aveva avuto modo di collegarsi con gli ambienti antifascisti clandestini marchigiani. Fu così che, dopo l'armistizio, il giovane studente s'impegnò nella resistenza armata. Nominato commissario politico (con il nome di battaglia di Doro), del GAP di Ostra, si distinse in numerose azioni.
PIETRO BRUTTI nato ad Ostra in una famiglia numerosa di mezzadri, 38 anni, sposato con figli, era il comandante della formazione;
AMEDEO GALASSI figlio di un piccolo coltivatore diretto di Ostra, 21enne, diplomato perito agrario, aveva maturato già nel ’42-’43 una ferma avversione per il regime fascista.

Il sacrificio di questi tre Partigiani ha contribuito a donarci la libertà e anche con il loro sangue è stata scritta la Carta Costituzionale che è alla base del nostro vivere pacifico e democratico.
Io ritengo che per le nuove generazioni i racconti dei nonni, o anche degli ultimi testimoni, unitamente al lavoro degli insegnanti nelle scuole, siano un grande stimolo ad andare ad approfondire la conoscenza della storia del nostro Paese. Si tratta di una storia che ci può apparire lontana, perché in fin dei conti, sono passati 73 anni dagli avvenimenti che qui ricordiamo. Ma è ancora vicina perché sono vivi i familiari delle vittime e alcuni dei testimoni e abbiamo il lavoro degli storici. I giovani devono conoscere cosa è stato il fascismo e le atrocità che ha commesso. Solo conoscendo tutto il marcio che c’è stato sarà per loro naturale oggi rifiutare l’odio, la violenza e la discriminazione che ne è alla base.
Concludo citando le parole di Vera Maggini, sorella di Alessandro, che aveva scritto alcuni anni fa per Patria la rivista nazionale dell’ANPI: “la Resistenza deve sopravvivere ai suoi protagonisti e deve trovare, al di là del mito, la forza e la capacità di difendere e diffondere i suoi inalienabili valori; e se la mitizzazione è il sentimento alto e nobile della gratitudine, la partecipazione e la tenacia nel contrastare attacchi vili e spregiudicati è la doverosa manifestazione di altrettanta riconoscenza. Respingiamo dunque con le nostre “voci” e con le nostre “storie” lo squallore intellettuale e morale di quanti, con la livella dei “combattenti di qua e di là”, e con l’ostinata ricerca di vendicativi “scoop storici”, allontanano da quella partecipazione necessaria a procedere lungo il percorso democratico che i resistenti stessi hanno indicato”.



Ogni volta che si tenta l'equiparazione impossibile tra fascisti e partigiani, occorre ricordare una cosa: sicuramente la storia della Resistenza comprende momenti tragici e singoli orrori, come tutte le guerre. Sicuramente dei giovanissimi sono finiti da una parte e dall’altra per scelta a volte familiare, o per un insieme di ragioni che non è sempre facilissimo
comprendere o condannare.

Ma c'è un fatto molto semplice, che spesso incredibilmente sfugge: il “peggiore” se si può usare questo termine  tra i partigiani, combatteva per la libertà, e il “migliore” tra i fascisti, tra i repubblichini di Salò, per quanto giovane, per quanto "innocente", combatteva per un'Europa disseminata di campi di concentramento, per lo sterminio di etnie e minoranze, per un mondo schiavo di Hitler e un’Italia asservita a lui.
Come scriveva Italo Calvino, ne "Il sentiero dei nidi di ragno":
"C'è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro [...] tutto servirà se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire un'umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L'altra è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori; perduti e inutili anche se vincessero, perchè non fanno storia, non servono a liberare ma a ripetere e perpetuare quel furore e quell'odio".
Per questo, semplicemente, i combattenti delle due parti non potranno mai, mai stare sullo stesso piano.


Daniele Fancello


giovedì 2 febbraio 2017

CONTATTI WEB DELLE SEZIONI DELLA PROVINCIA DI ANCONA

*      COMITATO PROVINCIALE ANCONA
*      ANCONA
*      ARCEVIA
*      CAMERANO
*      CASTELFIDARDO
*      CERRETO d'ESI
*      CHIARAVALLE
*      FABRIANO
*      FALCONARA
*      FILOTTRANO
*      JESI
http://anpijesi.blogspot.it/
*      MAIOLATI E MEDIA VALLESINA
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*      MONTEMARCIANO
*      OSIMO
anpi.osimo@virgilio.it
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*      OSTRA
*      SASSOFERRATO
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*      SENIGALLIA
*      SERRA SAN QUIRICO
https://www.facebook.com/ANPI-Sezione-di-Serra-San-Quirico-939200589520710/
*      SIROLO E NUMANA

domenica 15 gennaio 2017

Convocazione Comitato Provinciale a Fabriano il 21/01/2017

Ai Componenti del Comitato Provinciale di ANCONA

Oggetto CONVOCAZIONE COMITATO PROVINCIALE DI ANCONA

Buongiorno a tutti, vi comunico che è convocato il Comitato Provinciale di
Ancona
SABATO 21 GENNAIO 2017 alle ore 16,00
presso
“Casa Engles Profili a Fabriano in Via Gentile da Fabriano
(a pochi passi dal teatro)
per discutere il seguente O. d. G.:

- Tesseramento 2017: organizzazione della giornata nazionale del tesseramento (12 febbraio 2017), distribuzione tessere, discussione sulla situazione del tesseramento delle sezioni, risoluzione delle criticità
- Attivazione del gruppo di lavoro sulla Formazione 
- Presentazione in tutti i Comuni della Provincia di Ancona di un O.d:G. che vieti la vendita di cimeli nazifascisti (prendendo spunto da quelli approvati dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna)
- Iniziative 
- Varie ed eventuali

Inviandovi i più cordiali saluti, mi raccomando di essere presenti e vi chiedo di estendere l’invito a partecipare ai soci delle vostre sezioni e ai simpatizzanti che intendono avvicinarsi alla nostra associazione conoscerci e collaborare con noi.

Ancona, 10/01/2017

venerdì 16 dicembre 2016

solidarietà ai lavoratori di E'tv Marche

Il Comitato Provinciale ANPI di Ancona esprime la solidarietà a tutti i lavoratori di E'tv Marche che da due mesi sono senza stipendio e nell'incertezza del proprio futuro lavorativo. L'ANPI auspica che che al più prestano vengano saldati gli stipendi, e i giornalisti e tutto il personale possa proseguire a lavorare nella dovuta serenità e nella sicurezza per il futuro lavorativo. Siamo al fianco di tutti i lavoratori nella vertenza, che auspichiamo si risolva nel migliore dei modi per continuare a garantire nella nostra Regione la pluralità dell'informazione che sempre avete garantito con il vostro lavoro.

etvmarche.it

Analisi del voto e costituzione gruppo di lavoro sulla formazione

Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Ancona, riunitosi per analizzare i risultati del referendum dello scorso 4 dicembre, esprime soddisfazione per l’esito del voto e rivendica la correttezza della campagna referendaria svolta dall’ANPI, rimasta sempre nel merito dei contenuti della riforma.
L’ANPI in questi mesi ha subito numerose scorrettezze e veri e propri attacchi, alcuni dei quali sono ancora in corso. Nonostante questo, l’associazione ha conquistato ulteriore autorevolezza e autonomia.
Il Comitato Provinciale  di Ancona, facendo proprio il comunicato nazionale (che alleghiamo a seguito), ritiene che l’esito del voto metta in luce la necessità e l’urgenza di dare risposta alle attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esaltano il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell'ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani.
Su questi temi sarà incentrato il lavoro dei prossimi mesi del Comitato Provinciale di Ancona. A partire da gennaio sarà possibile rinnovare le tessere o iscriversi per la prima volta. Facciamo appello a tutti i democratici e agli antifascisti di aiutarci nell’importante lavoro di approfondimento e conoscenza della nostra Costituzione, di difenderla e di pretenderne l’attuazione.  Operativamente, è stato costituito un gruppo di lavoro sulla formazione, che sarà coordinato da Matteo Belluti e sarà aperto a quanti ne sono interessati a farne parte.
Cogliamo l’occasione per invitare tutti i cittadini, in occasione delle prossime festività natalizie, a sostenere i nostri progetti di solidarietà sia per i terremotati, che per tutte le popolazioni più sfortunate.






DOCUMENTO DEL COMITATO NAZIONALE ANPI


II Comitato nazionale deIl'ANPI prende atto con soddisfazione dell'esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini e delle cittadine di rispettare la Carta costituzionale, consentendo solo a revisioni puntuali, circoscritte e condivise, che ne osservino lo spirito. Da quel voto, peraltro, si ricava anche una importante volontà di partecipazione, nonché - implicitamente - una richiesta di rispetto, ma anche di piena attuazione della Costituzione. L’ANPI ringrazia tutti coloro che, membri di associazioni, di organismi amici e semplici volontari, hanno lavorato con intensità, continuità ed intelligenza; rimarca in particolare l’impegno davvero straordinario di migliaia di attivisti e dirigenti locali della nostra Associazione grazie a cui è stato possibile svolgere una campagna referendaria in modo capillare su scala nazionale con spirito critico, passione, entusiasmo, abnegazione. L'ANPI sottolinea la necessità e l’urgenza di una risposta alle più profonde attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esalta il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell'ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani. A queste esigenze, I'ANPI non mancherà di dare il suo contributo, nel quadro della sua identità e della sua autonomia, puntando su una migliore e più diffusa conoscenza della Costituzione, sullo sviluppo – nel Paese – di un vero "patriottismo costituzionale", sull'attuazione – attraverso una politica rigenerata ed eticamente qualificata – di quelle misure che non solo possano rilanciare l’economia del Paese, ma rivalutare il lavoro rendendolo dignitoso, e che diano ai giovani garanzia di sicurezza e di possibilità di libera espressione della propria personalità. Il tutto, nel contesto di una Europa capace di liberarsi degli egoismi, dei nazionalismi e delle spinte autoritarie, ritrovando quella unità che fu il sogno di Ventotene e che deve essere contrassegnata da un forte profilo di socialità. Impegna tutta l'Associazione a muoversi su questa linea, confrontandosi con i cittadini e le cittadine e gli interlocutori disponibili al dialogo, ma restando sempre legata alla sua identità ed alle sue finalità di fondo, a partire dalla memoria attiva, dall'esercizio della coscienza critica, dalla difesa degli interessi collettivi, nella piena valorizzazione dei principi di uguaglianza e di solidarietà. Nel fiorire di diverse posizioni e opzioni politiche, nel Parlamento, fra i partiti, e nelle Associazioni, I'ANPI – nella sua ferma e imprescindibile autonomia – considerando conclusa l’esperienza dei Comitati referendari, resterà fedele alle sue finalità statutarie ed alla sua stessa natura, maturata in tanti anni di lavoro, di esperienza, di iniziative. ./. 2. Indipendentemente dalla data più o meno vicina delle elezioni, ciò che conta è un assetto istituzionale in grado di affrontare i problemi di fondo della nostra economia e della nostra società a partire dai due grandi temi dell’eguaglianza e della rappresentanza, dando così concrete risposte alle attese ed alle speranze manifestate dalla volontà popolare col voto del 4 dicembre. Dovranno, poi, essere irrobustiti i rapporti che si sono creati positivamente, nel periodo referendario, con altre Associazioni, a partire innanzitutto dalla CGIL, dall'ARCI e da Libertà e Giustizia. Con loro, potremo portare avanti, con unità di intenti, quegli spunti già emersi in questi mesi, sulla piena attuazione della Costituzione e sui suoi fondamentali valori. Per quanto riguarda alcune diversità di posizione manifestatesi nell'ambito del referendum anche all'interno dell'ANPI, si riafferma il suo pluralismo, assieme alla rigorosa necessità del rispetto delle regole che sono quelle minime per l’esistenza effettiva dell’Associazione. Il risultato referendario è oramai un dato acquisito. Occorre perciò con coerenza guardare al domani. Sarà di conseguenza necessaria una grande discussione di chiarimento e di approfondimento politico, in tutti gli organismi e in tutte le sedi dell'ANPI, sulle prospettive e sugli impegni di lavoro, non meno che sulle regole, anche attraverso specifici percorsi formativi, nell'intento di continuare – tutti insieme – nel cammino di sempre, con una convinta partecipazione. Roma, 9 dicembre 2016