martedì 24 dicembre 2019
domenica 13 ottobre 2019
FERMARE IL NUOVO MASSACRO DELLA POPOLAZIONE CURDA
FERMARE IL NUOVO MASSACRO DELLA POPOLAZIONE CURDA
Tutti in piazza Roma , ad Ancona, sabato 19 ottobre ore 10.30
L’Unione Europea, i singoli Governi e la comunità internazionale non possono assistere
silenti: a fronte dell’attacco della Turchia al popolo curdo occorre un intervento ampio e
incisivo.
Chiediamo che l’Italia faccia ogni sforzo diplomatico per fermare questo massacro
inaccettabile, ristabilendo condizioni di convivenza pacifica tra i popoli.
Si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento italiano quanto in quello
europeo e si dia concretezza alle affermazioni di umanità.
Riteniamo intollerabili le minacce di utilizzo dei fenomeni migratori come arma di ricatto nei
confronti dell’Unione europea che, al contrario, è oggi chiamata a mostrare la forza del
proprio ruolo.
Chiediamo che si dia mandato, senza esitazioni, a una missione internazionale che agisca
per la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale.
Chiediamo che si garantiscano i necessari soccorsi per i feriti e si tutelino i tanti profughi (in
gran parte donne, anziani e minori).
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, sono ancora in debito di riconoscenza nei
confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il
comune nemico “Daesh” e salvaguardare la sicurezza e la serenità della comunità
internazionale.
Su queste basi chiediamo l’adesione della società civile del territorio e delle
istituzioni, invitando tutti i cittadini ad un presidio di solidarietà con il popolo curdo
sabato 19 ottobre alle ore 10.30 in Piazza Roma ad Ancona.
Promotori e i primi aderenti:
CGIL Provinciale Ancona, Ast CISL Ancona, UIL Marche ANPI prov/com Ancona, ARCI Ancona,
Libera coord. prov. Ancona, Gulliver Ancona, UDU Ancona, Rete Studenti Medi Ancona, Tenda di
Abramo,ISCOS Marche,ANOLF Ancona
(per ulteriori adesioni: cgil.ancona@alice.it ast.ancona@cisl.it organizzazione@uilmarche.com )
Ancona, 11.10.2019
Tutti in piazza Roma , ad Ancona, sabato 19 ottobre ore 10.30
L’Unione Europea, i singoli Governi e la comunità internazionale non possono assistere
silenti: a fronte dell’attacco della Turchia al popolo curdo occorre un intervento ampio e
incisivo.
Chiediamo che l’Italia faccia ogni sforzo diplomatico per fermare questo massacro
inaccettabile, ristabilendo condizioni di convivenza pacifica tra i popoli.
Si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento italiano quanto in quello
europeo e si dia concretezza alle affermazioni di umanità.
Riteniamo intollerabili le minacce di utilizzo dei fenomeni migratori come arma di ricatto nei
confronti dell’Unione europea che, al contrario, è oggi chiamata a mostrare la forza del
proprio ruolo.
Chiediamo che si dia mandato, senza esitazioni, a una missione internazionale che agisca
per la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale.
Chiediamo che si garantiscano i necessari soccorsi per i feriti e si tutelino i tanti profughi (in
gran parte donne, anziani e minori).
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, sono ancora in debito di riconoscenza nei
confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il
comune nemico “Daesh” e salvaguardare la sicurezza e la serenità della comunità
internazionale.
Su queste basi chiediamo l’adesione della società civile del territorio e delle
istituzioni, invitando tutti i cittadini ad un presidio di solidarietà con il popolo curdo
sabato 19 ottobre alle ore 10.30 in Piazza Roma ad Ancona.
Promotori e i primi aderenti:
CGIL Provinciale Ancona, Ast CISL Ancona, UIL Marche ANPI prov/com Ancona, ARCI Ancona,
Libera coord. prov. Ancona, Gulliver Ancona, UDU Ancona, Rete Studenti Medi Ancona, Tenda di
Abramo,ISCOS Marche,ANOLF Ancona
(per ulteriori adesioni: cgil.ancona@alice.it ast.ancona@cisl.it organizzazione@uilmarche.com )
Ancona, 11.10.2019
26 e 27 ottobre 2019 giornate nazionali di chiusura del tesseramento 2019
- JESI sabato 26 ottobre Banchetto Corso Matteotti dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00
- CHIARAVALLE sabato 26 ottobre Banchetto in Piazza Mazzini dalle 9.00 alle 12.00
- ANCONA Domenica 27 ottobre ore 10.00 INAUGURAZIONE nuova sede Provinciale con la presenza del Compagno Vincenzo Calò
E' ancora in fase di definizione la possibilità di allestire un nostro banchetto a Ostra sabato 26 ottobre.
Venerdi 25 o sabato 26 (stiamo definendo le varie disponibilità) in Ancona ci sarà l'incontro con "L'istituto Ellenico della diplomazia culturale" per dare avvio al progetto "La resistenza Unisce i Popoli"
lunedì 30 settembre 2019
27 ottobre 2019 Inaugurazione nuova sede ANPI Provinciale Ancona
Il Comitato provinciale ANPI di Ancona è lieto di invitarvi DOMENICA 27 OTTOBRE 2019 dalle ore 10.00 all'inaugurazione della nuova sede dell'Anpi in Ancona che si trova in Via Menicucci 1.
All'inaugurazione parteciperà il compagno VINCENZO CALO' responsabile per l'Anpi naziobnale dell'area sud.
All'inaugurazione parteciperà il compagno VINCENZO CALO' responsabile per l'Anpi naziobnale dell'area sud.
lunedì 29 luglio 2019
Adesione appello "La solidarietà non è reato" di Mani Rosse Antirazziste
Il Comitato Provinciale dell'Anpi di Ancona sottoscrive e condivide l'appello lanciato da Petrie Drummond e Mauro Carlo Zanella affinchè il Senato respinga la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due. Alleghiamo l'appello delle Compagne e dei Compagni di Mani Rosse Antirazziste #manirosseantirazziste
La solidarietà non è un reato
Dalle ore 0.00 di oggi noi, Petrie Drummond, Manfred Bergmann e Mauro Carlo Zanella, abbiamo iniziato uno sciopero della fame contro la conversione in legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due, che criminalizza coloro che, salvate in mare le vite di profughi, rifiutano di sbarcarli in un porto non sicuro come quelli della Libia sconvolta dalla guerra e costellata di veri lager per i migranti. Portarli, come impongono le convenzioni internazionali in un porto sicuro italiano comporta ora pesantissime sanzioni atte ad impedire le attività di ricerca e soccorso in mare delle Organizzazioni Non Governative. Ugualmente si criminalizzano le lotte sociali con pesantissime sanzioni che possono riguardare chi accende un fumogeno o attua un blocco stradale per reclamare diritti costituzionalmente garantiti come la casa, il lavoro, l'istruzione, la salute, la tutela dell'ambiente.
Nella nostra azione siamo sostenuti e incoraggiati dalle compagne e dai compagni del gruppo informale autogestito Mani Rosse Antirazziste di cui noi stessi facciamo parte, di Diamoci Una Mossa, di Digiuno di Giustizia e Solidarietà con i Migranti, di Kethane-Rom e Sinti per l’Italia, di Grennpeace e del Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo. Le compagne, i compagni, le amiche e gli amici tutti ci sosterranno logisticamente e ci supporteranno affiancandosi a noi con digiuni a staffetta.
Dopo la fiducia estorta alla Camera dei Deputati chiediamo ai Senatori di agire in Parlamento come rappresentanti della nazione e del popolo, senza alcun vincolo di mandato ma fedeli alla Costituzione. Respingano la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due, partecipando al voto. Votino contro per fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana che riconosce, tutela e promuove i diritti universali della persona umana, che protegge lo straniero che fugge da guerre e dittature e da una situazione di violazione dei diritti fondamentali (quale è quella vissuta nei Paesi travolti dalla miseria e dalla fame o sconvolti dai mutamenti climatici).
Se malauguratamente anche il Senato dovesse votare sì alla nuova legge, che ci porta fuori dalla Legalità Costituzionale, dallo Stato di Diritto e dalla Umana Civiltà, sosterremo il Presidente della Repubblica che, a qu
esto punto, come Garante della Costituzione, altro non potrà fare se non rifiutarsi di promulgare la nuova Legge rinviandola nuovamente al dibattimento parlamentare.
Chiedere al Presidente di firmare questo obbrobrio sarebbe chiedergli di attentare alla Costituzione e di tradire la Repubblica.
Per questa ragione, certi della sua volontà di essere coerente con i valori della Costituzione in quanto sincero democratico intendiamo sostenerlo in questo difficilissimo momento di profondissima crisi etica della nostra Repubblica Democratica e del nostro amato Paese.
Petrie Drummond, violoncellista di Castel Volturno
Manfred Bergmann, operatore socioculturale, delegato ONG presso il Consiglio Diritti Umani ONU, Roma
Mauro Carlo Zanella, maestro elementare di Lanuvio
Mauro Carlo Zanella, maestro elementare di Lanuvio
Per adesioni:
mauroc.zanella@gmail.com
lelenoferi@gmail.com
Seguono le firme:
Margherita Gaetani Roma, Claudio Giambelli ingegnere Roma, Franca Zucali insegnante Roma, Enrico Calamai diplomatico Roma, Gaia Pallottino geografa Roma, Francesca Cerocchi insegnante Roma, Laura Nanni insegnante Roma, Franca Rovigatti organizzatrice culturale, Ugo Balbo ingegnere, Marina Premoli traduttrice Roma, Gabriele Noferi psicologo Roma, Fabrizio Giai Arcota disoccupato Torino, Valentina Parlato redattrice Roma, Maria Giulia Amadasi professore universitario Roma, Maria Delfina Bonada giornalista Roma, Gabriella Cerretti cooperante Roma, Emanuela Pappalardo disoccupata Roma, Cristina Mattiello insegnante Roma, Antonio Sbordoni operaio Albano Laziale, Marco Tombesi Roma,
Giorgio C. Maylander ingegnere Roma, Paola Viero esperta cooperazione internazionale Roma, Clara Spallino studentessa Roma, Beatriz Moriones educatrice di comunità Roma, Monica Ardemagni dirigente Roma, Maria Antonietta Golini istituto superiore restauro Roma, Maria Grazia Calandrone poetessa Roma, Ippolita Gaetani funzionaria RAI Roma, Erica Ongaro interprete Roma, Anna Maria Rivera antropologa università di Bari, Sara Ventroni poetessa Roma, Mirella Forte Roma, Loredana Tonni insegnante Roma, Ornella Berniet fisioterapista Roma, Stefania Tonni restauratrice Milano, Cecilia Ghibaudi storica dell’arte Torino, Marlene Micheloni sociologa Roma, Elena Menzieri ricercatrice Roma, Monica Ambrosio architetto Venezia, Gioia Costa operatrice culturale Roma, Giorgio Piacentini Roma, Antonello Lapalorcia dirigente Roma, Daniela Turco redattrice scientifica Roma, Paolo Bernaglione insegnante Roma, , Diego Ruffolo orafo Roma, Luisa Laureati Briganti gallerista Roma, Fedora Filippi archeologa Berlino, Alfredo Cafasso Vitale ingegnere Roma, Beatrice Supino Roma, Elisabetta Confaloni attivista Roma, Daniela Redig De Campos e Giuseppe Caccia operatori sociali, Maurizio Rossi corista Roma, Assunta Cestaro Roma, Stefano G. Acconci bibliotecario Roma, Nunziata Tomasello USB immigrazione Viterbo, Barbara Anceschi editore Milano, Florinda Fusco scrittrice Bari, Andrea Aureli antropologo Roma, Marco Bizzoni docente Albano Laziale, Silvia Guerra filosofa Torino, Michele Cinque documentarista Roma, Michela Becchis storica dell’arte Roma, Barbara Auleta Roma, Manfred Bergmann delegato consiglio diritti umani ONU Roma, Antonella Scotton insegnante Firenze, Martino Noferi musicista Firenze, Carolina Zincone attivista Roma, Susanna Scamperle psicologa Roma, Giovanna Mori attrice Torino, Valeria Faletra impiegata Roma, Silvia Acquistapace Roma, Claudia Melotti Roma, Ludovico Pratesi critico d’arte Roma, Elisabetta Baiocco Roma, Edda Melon docente universitaria Torino, Marita Bartolazzi scrittrice Roma, Monica Stambrini resita Roma, Annamaria Robustelli insegnante Roma, Enzo Mastrobuoni Roma, Diana Pavlovic attrice Milano, Patrizia Ottolini insegnante Roma, Francesco Mapelli Milano, Ilaria Rossi Doria architetta Roma, Marina Pierani insegnante Roma, Maria Teresa Carbone giornalista Roma, Fernanda Isidori psicoanalista Roma, Rosanna Gorini ricercatrice CNR Roma, Cecilia Guzzo impiegata Roma, Andrea Costa operatore sociali Roma, Anna Cerocchi insegnante Roma, Igor Castella operaio Roma, Fanny Castella scrittrice Londra, Tess Castella fumettista Parigi, Siro Serini libero pensatore Roma, Ippolita Avalli scrittrice Roma, Paola Splendore docente Roma, Sandro Triulzi docente Napoli, Alessandra Cardelli antropologa Roma, Paola Cortellazzo docente Este, Simona Medici educatrice Roma, Carmela Taraborrelli Cini pensionata Schaffhausen, Angelo Dufour ingegnere Genova, Maria Gilberta Nuvolari insegnante, Manuela Miraglia avvocata Roma, Laura Rapisarda architetta Roma, Cinzia Bassetti grafica Roma, Luis Moriones traduttore Roma, Cinzia Di Sabatino badante Teramo, Piero Cammarano docente Roma, Giulia D’Angelo pensionata Roma, Francesca Zaccari educatrice Roma, Anna Maria Rametti insegnante Teramo, Rita Maria Pallottino pensionata Roma, Bernardo Rossi Doria urbanista Roma, Silvia France Cipriani psicoterapeuta Roma, Francesco Martone ex-senatore Roma, Serenella Alliney Perrotta pensionata Roma, Adele Cataldi medico Roma, Claudio Pacella medico Roma, Sancia Gaetani biologa Roma, Ilaria Tocchi dirigente di comunità Firenze, Maria Rovigatti operatrice culturale Roma, Maddalena Lo Fiego educatrice Pistoia, Aurora Malanzano insegnante Ercolano, Anna Alfieri pensionata Portici, Rosario D’Auria pensionato Portici, Marta d’Auria redattrice Portici, Paolo Garofano docente Lanuvia, Marcello Di Giovanni docente Portici, Paolo Visentin impiegato Roma, Luigi Galloni avvocato Roma, padre Giorgio Ghezzi religioso sacramentino Modugno di Bari, Eliseo Tambone Corato di Bari, Sergio di Vito docente Caserta, Eliana Iocchi funzionaria Roma, Anna Maffei pastora battista Milano, Elisabetta Canitana medico Roma, Antonio Sani insegnante Roma, Ana Lung opeatrice sanitataria Roma, Emnanuele Casalino pastore battista Roma, Raul Mordenti docente Roma, Laura Mascini insegnante Lanuvio, Maria Lo Fiego docente Roma, Deborah D’Auria docente Pomezia, Michele Azzeri disoccupato Aprilia, Emanuela Petrolati insegnante Roma, Viviana Duca casalinga Roma, Marco D’Aloisi dirigente Roma, Arianna D’Aloisi studentessa Roma, Alessandra D’Aloisi studentessa Roma, Luigina Ponzo pensionata Frascati, Annamaria Ponzo pensionata Frascati, Cristina Arcidiacono pastora battista, Marta Maffia ricercatrice, Massimo Aprile pastore battista Milano, Antonio Pascale Conversano di Bari, Peppe Sini pubblicista Viterbo, Daniela Di Carlo pastora valdese Milano, Giuseppina Natale insegnante Roma, Maria Palozzi bibliotecaria Roma, Maurizio Negri libraio Roma, Antonella Bukovaz insegnante San Pietro al Nauisone Udine, Fiorenza Mormile insegnante Roma, Alessandro Gianni direttore delle campagne Greenpeace Italia.
venerdì 5 luglio 2019
Luglio antifascista in Provincia di Ancona
- 7 Luglio 2019 LIBERAZIONE OSIMO ore 21.00 Palazzo Comunale Osimo· 7 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE ECCIDI CHIGIANO E VALDIOLA ore 17.00 Località Ponte di Chigiano· 7 Luglio 2019 ESCURSIONE AL LAGO DI PILATO https://www.facebook.com/events/626746401175880/· 7 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE DEI MARTIRI DEL 29 GIUGNO 1944 ore 10.45 sede Comunale Staffolo· 11 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona· 12 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona· 13 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona· 14 Luglio 2019 LIBERAZIONE CERRETO D’ESI· 18 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE LIBERAZIONE ANCONA ore 9.30 Porta Santo Stefano Ancona· 18 Luglio 2019 CENA DELL’ANPI ore 20.00 Circolo Concordia Sbandati Ancona https://www.facebook.com/events/353389451990743/· 19 Luglio 2019 CENA SOCIALE PER MEDITERRANEA ore 20 CLS Fabbri Jesi https://www.facebook.com/events/677666166081897/· 20 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE CHIARAVALLE· 20 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE CHIARAVALLE· 20 Luglio 2019 LIBERAZIONE JESI· 21 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE SERRA SAN QUIRICO ore 16.00 Parco Gorgovivo Serra San Quirico· 25 Luglio 2019 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA Senigallia· 25 Luglio 2019 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA Skate Park Osimo
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sabato 22 giugno 2019
Orazione ufficiale di Marta Manzotti per il 75#Anniversario dell'Eccidio dei Martiri di Montecappone di Jesi
Buonasera
a tutti, perdonate se mi trema la voce ma l’emozione di essere qua a parlare di
questa ricorrenza … fa un certo … effetto!
Voglio
innanzitutto porgere un saluto ai familiari e ai parenti di questi sette
giovani, con la consapevolezza che nessun discorso potrà cancellare la violenza
subita. Un saluto alle Autorità civili e militari, a tutte le Associazioni e a tutti
coloro che con la loro presenza, oggi,
vogliono onorare il ricordo di questi giovani Partigiani morti per la
Libertà.
Quando
mi è stato proposto di essere l’oratrice, qui, oggi, in un giorno così
importante mi sono chiesta “chi? Io?” Però
poi riflettendoci mi sono detta “Si, io. Qualcosa da dire ce l’ho!” Sono Marta
Maria Manzotti, laureata in Filosofia a Macerata. Ora sono una volontaria del
servizio civile e curo il progetto
dell’Arci servizio civile “ La memoria dalle storie locali all’educazione alla
pace”, grazie al quale sono entrata in contatto con questa realtà. Dedico due
righe a questo progetto che mi ha aperto tante porte da scoprire, tra cui
questa appunto.
Trasformare
la Memoria come forma di azione non violenta per educare il prossimo ai valori
della Pace e solidarietà. Questo è
l’obiettivo. Poniamo continua attenzione
dedicando giornalmente tempo alla Ricerca sempre più approfondita su eventi che
hanno coinvolto (e sconvolto ) pesantemente la nostra società. Mi riferisco alla
terribile e disumana Soluzione finale del problema ebraico, ovvero la Shoa, e alla
ribellione a quel regime nazifascista, ovvero, al movimento di Liberazione in
Italia. Vogliamo far sì che la Memoria insieme alle celebrazioni annuali che la
riguardano si trasformino in uno stile di vita concreto. In un modo di pensare
non solo teorico ma pratico. TRASFORMANDO QUINDI L’EVENTO IN QUOTIDIANITà, in qualcosa non di vecchio e di antiquato ma
contemporaneo. E come ? Risvegliando la consapevolezza della nostra
storia. In questo momento stiamo
somministrando questionari a giovani dai 18 ai 30 anni con l’intenzione non
solo di valutare il grado di sensibilità e di percezione storica ma anche e
soprattutto di generare in loro una riflessione interiore in un momento
successivo. È un progetto a rete che
vede coinvolte più regioni e città quindi si è creato un spazio di ricerca e di
confronto che riguarda la nazione intera. Il dialogo coinvolge in primis noi
stessi con le materie, leggiamo, studiamo e questa conoscenza che ci entra
dentro trasforma la nostra percezione, risveglia in noi la voglia di
confrontarci con altri, secondo i valori del rispetto e dell’apertura mentale e
della diversità (per esempio noi
volontari di questo progetto, provenienti da territori diversi, ci siamo
incontrati tutti a Roma e insieme ci siamo potuti conoscere e confrontare).
Infine c’è la volontà di espandere questo dialogo alla nazione intera.
Stimolarla ad avviare un dialogo con il passato e ad avviare una trasformazione
interiore . Perché possiamo cambiare il fuori, solo iniziando da noi stessi e
dalle nostre radici. Questo è tutto quello che sto imparando in questo anno di Servizio
civile universale e l’essere qui oggi, mi riempie il cuore. Nessuno mi
obbligava a proseguire ma queste due realtà il Servizio Civile e l’ANPI hanno
destato in me una fame di conoscenza e di approfondimento di questi argomenti,
hanno fatto nascere in me tante riflessioni e tanti interrogativi. Ho potuto partecipare il 24 Aprile alla
Deposizione delle corone con il giro dei cippi, ed è stata un’esperienza
emozionante e toccante, in cui, appunto, ho potuto toccare con mano e
soprattutto con il cuore i luoghi della Memoria e respirare la volontà di
ricordare coloro che sono morti ed hanno combattuto per la Libertà.
Fin
da piccola ho sempre avuto una certa predisposizione per un mondo trasognante,
spensierato dove alberi piante fiori uccellini e altre creature potessero
respirare felici e io potessi correre, saltare in mezzo a loro. Li, in quel
mondo, l’unico battito importante che avrebbe fatto vibrare tutto il corpo e
l’anima sarebbe stato quello del cuore. E L’unica esplosione di luce sarebbe
stata quella che avrebbe bagnato e inondato i miei occhi gioiosi di vita. Una bella visione ,vero? Altro che spari e
bombardamenti.
Sono
cresciuta in queste campagne con i miei nonni, Zelinda e Armando Manzotti. Lui
ha combattuto per la libertà e tanto, entrambi, mi hanno raccontato e
insegnato. Mi ricordo ancora, quando ero piccola e passavo tutto il mio tempo
in loro compagnia, di quando la sera (perché spesso dormivo da loro) mi veniva
posta la fatidica domanda : “vuoi che ti racconta una storia Nonna o Nonno?”
Naturalmente preferivo le storie di fanciulle, gattini … Mi ricordo che provavo
ad ascoltare i racconti di Nonno ma mi rimandavano immagini troppo cruente e mi
ricordo tutt’ora di quando sentivo i passi di nonno, di notte, per la casa,
girare insonne e un certo odore di sigaretta cresceva nell’aria. Me lo ricordo agitarsi
tra le coperte nel buio. A lui non bastava dire “no” e chiudere gli occhi per
dimenticarsi di quelle immagini. Aperti o chiusi, i suoi occhi, le avevano
assorbite e ora, le dovevano contenere .
Anche i partigiani Armando e Luigi Angeloni, Vincenzo Carbone, Francesco
Cecchi, Calogero Graceffo, Alfredo Santinelli e Mario Saveri avrebbero
preferito le storie della nonna e come me evitare storie violente che, invece,
hanno dovuto non solo ascoltare e vedere ma … vivere.
20 Giugno 1944. << Stavo salendo le scale della mia
abitazione>> Racconta nel suo libro “La storia attorno casa 1930-1948”
Nello Verdolini << quando dalla
finestra spalancata vidi passare i ragazzi rastrellati, una ventina, tutti in
fila uno dietro l’altro, in mezzo alla strada. Fra loro c’era anche Peppino
d’Assunta >> ; << All’altezza dell’incrocio di Santa Caterina un
altro ragazzo che stava ritornando a casa, Alfredo Santinelli, venne obbligato
con le armi a seguire gli altri, ed egli andò in mezzo ai suoi amici quasi di
buon grado. Nella via, passato il rastrellamento fascista, tutti ritornarono
alle loro occupazioni. I genitori, i parenti dei ragazzi portati via pensavano
che da un momento all’altro sarebbero stati rilasciati. Solamente Gigetto
Tittarelli, il sarto, padre di Peppino, dopo un po’ inforcò la bicicletta e
andò a vedere. Ritornò col figlio sulla canna della bicicletta. La gente gli
andò attorno per sapere. Peppino, piccoletto, biondino, era bianco come un cencio.
Si capiva che aveva avuto una gran paura. (Sembrava più piccolo di quello che
era e lì per lì non disse un granchè, era come paralizzato) A monosillabi disse che i fascisti li avevano
fatti mettere tutti a ridosso di un muro, con il viso rivolto alla parete. Con
minacce ed urla volevano sapere dove fossero i partigiani. Spararono alcune
scariche di mitra, senza colpirli, facendo loro credere che li stavano
fucilando. Tutti in via Roma erano
convinti che l’avventura per quei ragazzi si sarebbe risolta con una spaurita e
che, così come era stato rilasciato Peppino, presto sarebbero stati rilasciati
tutti gli altri. Non fu cosi! A Monte
Cappone si seppe poi, i ragazzi furono fatti sfilare davanti ad una porta, ad
uno ad uno. Dentro al buio, c’era il comando fascista insieme alla ragazza che
aveva detto di essere profuga e che era ospitata nell’appartamento di Elena. In
effetti, essa era una delatrice di Fabriano in forze al comando fascio
repubblicano di Jesi ed amante di un tenente dell’esercito della RSI. In base
alle indicazioni di costei, i giovani vennero divisi in due gruppi: quello più
numeroso, dopo essere stato intimidito e terrorizzato, venne mandato a casa.
L’altro, di sette giovani, fu ritenuto composto da partigiani e trattenuto .
>>
Si sa che i familiari di questi sette ragazzi cercarono di
estrapolare informazioni, notizie da quelli liberati ma … erano fuggiti
tutti. Andarono a Montecappone ma i
fascisti dissero loro che non c’era nessuno li. I contadini, pero, che
abitavano li vicino .. avevano assistito alla crudeltà a cui quei poveri
ragazzi erano stati sottoposti ma non ebbero cuore di dire nulla. Solo al
mattino successivo, quando i fascisti se ne andarono sfilando per via Roma
portando in processione i ritratti di Mussolini, i familiari ritornarono nello
stesso posto e trovarono in un fossato i corpi martoriati dei loro ragazzi,
martoriati da una ferocia disumana. Tanto che erano a stento
riconoscibili. Nello Verdolini conclude
il racconto di questo triste e crudele episodio: << Avevano subìto il
martirio, ma non diedero nessuna informazione, né rivelarono i nomi dei
partigiani che bene conoscevano. Di fronte alle minacce, al terrore e alla
morte più atroce non parlarono, non tradirono i loro compagni. Li ricordo
tutti: Gigetto del cementista (Luigi Angeloni), 18 anni,mio amico d’infanzia;
Armando, 25 anni,suo fratello; Alfredo Santinelli, 18 anni; Francesco Cecchi,
18 anni,che tante volte avevo sentito cantare con la sua bella e chiara voce
“Bella ciao”; Mario Saveri, 23 anni; Enzo Carbone, calabrese e Calogero Grasceffo,
siciliano, entrambi militari ventenni, che avevano trovato rifugio nella nostra
città dopo l’8 settembre>>
Ho trovato storie davvero agghiaccianti sulla nostra città
nel periodo prima della liberazione, un clima di terrore fatto da fascisti e
tedeschi minacciosi che giravano per Jesi, un’ infinità di allarmi aerei ed
incursioni violente. Le vorrei citare tutte ma il tempo è breve. I miei studi
filosofici mi portano a riflettere sui fatti di quei giorni.
VIVERE. Cosa significa Vivere? La realtà che sta al di fuori di noi siamo poi cosi sicuri che sia cosi diversa dal
sogno? È bastato un singolo uomo a
sognare un mondo in cui il razzismo e il totalitarismo predominassero per far
si che diventasse un’orribile realtà. Il
sogno, dunque, può sfociare nella realtà e la realtà nella follia. Quando
comprendiamo che la realtà non è quella che vediamo ma quella soprattutto che
scegliamo di vedere o è la nostra cura, in quanto ci possiamo risvegliare ed
essere più consapevoli, o, se non ci si accorge delle illusioni create, è l’origine
di una malattia/nevrosi. Gli uomini, infatti, da sempre desiderano e rivolgono
l’attenzione verso quello che vedono fuori di sé e che sentono di non avere.
Percepiscono di non essere abbastanza, di essere difettosi, manchevoli di
qualcosa e questa è l’origine della paura e della violenza. Le guerre, l’odio,
l’invidia, la ricerca del potere … Le persone non si accorgono di essere uguali
al prossimo, nella stessa condizione esistenziale sognante (si, “sognante”
perché sono proprio i sogni che consapevolmente o non, ci muovono ogni giorno e
ci condizionano), individui irrequieti in cerca di qualcosa che colmi il vuoto
e l’insicurezza che esso genera … e non vedono che la ricchezza è nel
condividere. È lo spazio che accoglie nuovi mondi: il sogno dell’altro.
Apertura. Vi sto parlando tanto del sogno perché è da li che i nostri pensieri,
la nostra vita, la nostra società e la nostra cultura hanno inizio. È per
questo che per evitare di rifare gli stessi errori è importante imparare a
sognare . è importante sognare con Responsabilità.
Questi
uomini hanno davvero vissuto l’inferno, hanno combattuto per ribellarsi e non
si sono arresi di fronte alla cecità e alla follia umane. Mi viene in mente
“Noi non abbiamo certezza, abbiamo solo la speranza” , questa è una citazione
del Filosofo Ernst Bloch, che, a mio parere, esprime l’animo di chi non si è
arreso e ha continuato a coltivare la Speranza come espressione dell’istinto
umano. Sempre secondo Bloch, infatti, “La Speranza è il più umano di tutti i
moti dell’animo e accessibile solo agli uomini: al tempo stesso si riferisce
all’orizzonte più ampio e più luminoso “ perché è proprio grazie a questo
sentimento che anche nel buio più oscuro quale, paradossalmente può essere
proprio il presente immediato, perché … ci
rendiamo conto che in realtà non c’è nulla di più oscuro di questo attimo,
proprio questo, il presente, ora. I partigiani lottavano nell’incognita di come
sarebbe andata a finire ma il fuoco della ribellione e della Speranza li
incoraggiava ad andare avanti, a non fermarsi . La Speranza creava in loro Luce
e stimolo. I combattenti per la Resistenza hanno corso il rischio, hanno avuto
fede nei loro ideali e nei loro sogni. Hanno seguito la voce della speranza che
li animava al fine di poter cambiare quell’incubo in cui l’Italia era
sprofondata. Ci hanno creduto, fino alla … Morte.
Quando
leggo queste storie fatte di dolore, di violenza ma anche di ideali e alti
valori mi viene spontaneo fare il paragone con la società attuale in cui sono
cresciuta. Oggi abbiamo tutto. Non ci manca nulla eppure … sento che qualcosa
di importante sta svanendo. L’autenticità. Siamo terrorizzati dal prossimo
soprattutto se diverso, l’invidia e la voglia di essere migliori e più potenti
dei nostri vicini ci sovrasta, apparire felici e spensierati e belli è un
dovere per la sopravvivenza sociale. Ma dove è l’autenticità? Dove è la presa
di coscienza di essere in un modo e non in un altro? Dobbiamo essere tutti
simili e nella somiglianza essere migliori.
Io dico che la bellezza e l’autenticità della diversità è ciò che ci rende
simili. Ed è meraviglioso. Quei partigiani erano ognuno una personalità
diversa, un fisico diverso ma non importava, quello che contava era il fuoco
che scorreva nelle loro vene e alimentava il coraggio di ribellarsi alle
mostruosità di una società che voleva tutti i cittadini succubi e schiavi di
uno stesso pensiero claustrofobico privo di libertà di espressione e
soprattutto privo di umanità. Essere Partigiani , come per definizione, è non
cadere nell’oblio dell’indifferenza e spersonalizzazione. Essere partigiani è
scegliere di essere in un modo e non in un altro. È SCEGLIERE, l’azione più
importante che possiamo fare nelle nostre vite. L’essere che siamo e diventiamo
è frutto di una nostra continua responsabilità quotidiana per cui prendiamo coraggio
di dire NO a ciò che sentiamo essere un NO e dire con forza e ad alta voce ciò
che è SI. Il bene e il male esistono ma io credo fermamente che, se si
abbattono e superano tutti muri che abbiamo creato intorno ai nostri cuori
attraverso convenzioni, nozioni non sentite, fredde, attraverso fobie e paure …
io credo che i nostri cuori sappiano riconoscere ciò per cui vale la pena
lottare . Come diceva Jaspers:
“L’esserci è il mio esserci”. La nostra esistenza ci appartiene e spetta
a noi renderla memorabile esprimendo appieno la nostra autenticità e umanità.
Perché ognuno di noi può fare la differenza. Sappiamo tutti, credo, quanto
l’ansia, la depressione, le lamentele, la pigrizia, LA RABBIA siano contagiose.
Ci facciamo da specchio quotidianamente e comunichiamo soprattutto senza parole
ma con il tatto. A differenza di come la Realtà possa apparire frammentaria e
di come l’altro possa apparirci appunto “altro” e le parole non sono che
veicoli, il nostro essere sfiora quello di chi abbiamo affianco ed è la
comunicazione più forte e vera: quella del nostro Essere che tocca un altro
Essere, L’essere è qualcosa che si tocca, è qualcosa che è abbracciato da
qualcosa di ulteriore. L’essere è quel qualcosa che ci tiene legati, in
relazione. Diceva Campanella << Non può sentirsi mai la cosa che non si
tocca >> ,<< ogni
senziente sente in quanto pate >> e se cominciamo oggi,tutti, a
praticare l’autenticità e l’umanità, un piccolo mattone verso una storia
migliore è posto.
Questi
sette giovani partigiani hanno fatto una scelta. Hanno seguito il loro sogno di
migliorare la realtà e di fare la differenza. Ci hanno creduto fino alla fine
ma …
Muoiono
solo le illusioni e le mode,
L’Autenticità
è Eternità. Per questo, siamo qui oggi.
Perché i loro ideali sono VIVI e VIVA è la Resistenza.
Marta
Maria Manzotti
20
Giugno 2019
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